L’incongruenza del primo incontro tra
Madeleine e Fergusson è simbolicamente espressa attraverso la differente natura
delle loro abitazioni. Una semplicissima e insignificante, quella di lui,
l’altra magnifica e grandiosa, quella di lei. L’incontro tra due individui così
distanti in quanto a status sociale appare improbabile. Eppure noi non
percepiamo affatto l’inferiorità dell’abitazione di Fergusson. Vediamo
l’appartamento del detective per la prima volta subito dopo il presunto
tentativo di suicidio di Madeleine. L’appartamento di Fergusson è piccolo e
assolutamente ordinario, addirittura insignificante, ma ha un particolare che
lo rende unico: dalla finestra del salotto si può vedere la Coit Tower che,
illuminata di notte, fa un certo effetto. Fergusson però sostiene di non essersi mai sentito grato nei
confronti della torre prima che essa servisse a Madeleine per ritrovare il suo
appartamento.
È del tutto evidente che un uomo ordinario
come Fergusson deve essere stato in grado di attrarre una donna così bella e
importante come Madeleine solo grazie a un malinteso. In effetti nella storia è
vero il contrario, è la falsa Madeleine che sta usando un trucco per attirare
Fergusson. Madeleine si inganna perché pensa di aver teso una trappola in cui
Fergusson sarebbe caduto ma non si rende conto che è stata lei stessa
ingannata. La chiave per comprendere questa situazione apparentemente assurda è
contenuta nell’ubicazione a San Francisco dell’appartamento di Fergusson.
Madeleine che si allontana dall’appartamento
di Fergusson grazie alla telefonata di Gavin Elster, che fa parte del piano per
incastrare Fergusson. Fergusson si affaccia al piccolo ingresso del suo
appartamento e guarda nella direzione in cui si è allontanata Madeleine, che è
anche quella da cui proviene la luce. La scena iperrealista che appare nei
fotogrammi in cui Fergusson si appoggia alla ringhiera del suo appartamento
ricorda alcuni quadri di Hopper e della Pop Art che esprimono l’affascinante
solitudine della modernità. Si tratta chiaramente di una citazione da parte di
Hitchcock. Alle spalle di Fergusson si staglia la sua ombra proiettata sul
muro. Essa è sinistra e insolita, ricorda i film del periodo espressionista.
Questa ombra sembra essere un doppio simbolico di Fergusson. Se pensiamo alla
vicenda presente nel film Psycho, girato subito dopo, questa ombra potrebbe
rivelare una parte nascosta di Fergusson. Come il protagonista di Psycho,
Fergusson nasconde un lato misogino e sta per uccidere una donna che cerca di
ingannarlo. Effettivamente Fergusson sarà la causa indiretta della donna che
finge di essere Madeleine. Dopo la conclusione dell’inchiesta sulla morte di
Madeleine, Gavin Elster, il marito di Madeleine, si rivolge a Fergusson con
queste parole: “You and I know who killed Madeleine”.
Dopo la morte, Madeleine diventa Judy. Al
primo incontro con Fergusson, Judy si mostra sospettosa e afferma di temere che
Fergusson sia Jack the Ripper. Fergusson diviene Pigmalione, colui che può
trasformare una donna qualunque priva di peculiarità in una grande signora
misteriosa e piena di fascino. Fergusson ancora non sa che quella donna era il
sosia di una grande signora caduta in basso e tradita dal marito. Egli sta riconducendo
l’ordinaria Judy indietro alla condizione superiore precedente alla caduta e
compie un altro errore quando la lascia cadere prima che la metamorfosi sia
completata. Quella donna pronta a correre dei rischi per lui, disposta a fare
tutto per il suo amore, era davvero degna di amore.
La caduta da altezze vertiginose rappresenta
la caduta narcisistica. L’incapacità di regolare l’autostima e di trovare in se
stessi le fondamenta del proprio valore. Si dipende dall’altro per raggiungere
le amate altezze ma l’altro è infido e può lasciarci cadere in ogni momento.
Fergusson lascia cadere per la seconda volta Madeleine perché ella finalmente
lo ama. Quando lo ama Madeleine ritorna a essere Judy e Fergusson smette di
amarla. Fergusson sostiene che l’unico errore che Judy ha commesso è quello di
essere troppo romantica. L’ultimo dettaglio mancante è il distacco emotivo,
Judy lo ama e perciò non potrà mai diventare Madeleine. Madeleine diviene Judy
perché Fergusson smette di amarla. Fergusson non sopporta che Judy lo
idealizzi, si sente ancora in colpa e tanto più si sentirà in colpa dopo la
caduta della donna che lo amava.
Carlotta è il passato che attribuisce un alone
sacro a Madeleine mentre Judy è il futuro verso cui questa triplice donna si
muove. Il futuro è quello di una donna comune che rinuncia alle illusioni
grandiose del passato. Carlotta, che viveva nel McKittrick Hotel, è falsa e
perciò solo un fantasma. Tutto sommato La Donna che Visse Due Volte è un
film piuttosto realistico, l’unica cosa che non si può proprio spiegare è
l’apparizione e la sparizione di Madeleine nel McKittrick Hotel. Tutto è falso
in questo Hotel. La portiera, quando sopraggiunge Fergusson, stava passando
dell’olio di oliva sulle foglie delle piante di plastica. Persino Fergusson
fornisce una falsa identità lasciando credere alla portiera che è un agente di
polizia ancora in servizio. Questo hotel è un non luogo e ha la funzione di
ribadire la duplicità del tema di fondo. Tutto è estremamente reale e, allo
stesso tempo ricreato. Uno dei temi del film è il labile confine che separa il
falso e l’immaginario.
La seconda morte di Madeleine ha, comunque,
almeno un elemento positivo: renderà inevitabile la rivelazione del crimine
commesso da Gavin Elster. Questa figura paterna malvagia, che agisce nascosto
dal difetto di Fergusson, sarà punita. Questo era il finale alternativo che
Hitchcock scartò. Fergusson fallisce perché è incapace di innamorarsi di colei
che lo ama e perché desidera la vendetta nei confronti di Gavin Elster, una
malvagia figura paterna. Se avesse scelto l’amore al posto della vendetta
avrebbe portato a compimento la sua missione e avrebbe reso felice la donna che
lo amava.
Judy, consciamente, pensa di servirsi di
Fergusson per i suoi scopi ma lui, inconsciamente, farà in modo di uccidere
lei. Fergusson deve lasciarsi soggiogare per liberarsi del suo passato, ecco
perché corteggia il disastro. Madeleine invece muore perché per due volte si è
fidata di uomini incapaci. L’ombra di Fergusson proiettata sul muro è un demone
terribile e apparirà di nuovo come l’ombra che spaventerà Madeleine e la farà
piombare giù dalla torre alla fine del film. Fergusson perde l’amore della sua
vita, proprio quando pensa di averlo ritrovato per sempre.
La Coit Tower, che si vede dall’appartamento
di Fergusson, è chiaramente una prefigurazione della torre della missione di
San Giovanni Battista dalla quale cadrà Madeleine. Madeleine è una donna
dominata dal passato ma qui vediamo in azione solo il futuro. San Francisco
stessa è una città senza passato, tutta proiettata nel futuro. The Portals of
the Past, dove Madeleine si sofferma a lungo, ci ricordano che i disastri del
passato vanno dimenticati e superati.
Subito dopo la scena notturna nel piccolo
appartamento di Fergusson, vediamo l’immagine diurna dello splendido luogo in
cui vive Madeleine, che ricorda un antico palazzo della vecchia Europa. Tutto
appare falso in questo palazzo che appartiene a un passato lontano e incongruo.
Davanti all’uscita dell’abitazione di Madeleine si trova una passerella che
copre l’ingresso e sotto di essa troviamo un usciere che saluta Madeleine
quando esce. Non vi è alcuna scritta che indichi che Madeleine viva in un
albergo di lusso, nel cortile è parcheggiata solo l’auto di Madeleine. Dobbiamo
pensare che Gavin Elster e Madeleine siano immensamente ricchi. Si ha
l’impressione che Madeleine viva in un albergo, una casa non sua. In effetti
questa è la verità, Judy non è Madeleine e fa solo finta di abitare lì. Il
luogo in cui Madeleine abita è in realtà il lussuoso Fairmont Hotel, un luogo
importante di San Francisco, non lontano dalla Grace Cathedral che si intravede
alle spalle di Fergusson quando egli aspetta in macchina.
Non avvertiamo un contrasto tra la ricchezza
di Madeleine e la povertà di Fergusson. Il successo di Gavin Elster e di sua
moglie non schiaccia Fergusson, nonostante questi sia solo un fallito in
pensione. La ricca abitazione di Madeleine è falsa, la stessa Madeleine lo è, e
ciò svaluta la sua importanza. Inoltre essa imita malamente l’Europa, il grande
passato della civiltà occidentale. Essa è pomposa e falsa mentre il piccolo
appartamento di Fergusson è al contrario un luogo reale in cui chiunque
potrebbe abitare.
Lombard Street 900, il luogo in cui si trova
l’appartamento che Hitchcock ha usato nel film, si trova sulla stessa strada,
nell’isolato seguente, di uno dei luoghi più famosi di San Francisco. Si tratta
della Russian Hill, un luogo che tutti hanno visto perché le auto sono
costrette a seguire gli stretti tornanti delle ripida discesa in un movimento a
spirale e labirintico. San Francisco diviene un labirinto che racchiude
l’appartamento di Fergusson e Madeleine riesce a ritrovarlo con difficoltà.
Dopo essere più volte tornata al punto di partenza, come avviene in un tornante,
Madeleine riesce a trovare l’appartamento di Fergusson solo perché ricorda di
aver visto la Coit Tower. I tornanti di Russian Hill evocano il movimento a
spirale dell’auto di Madeleine. Nel film questo è un tema ricorrente ed è gia
presente nei titoli di testa, dove sono presenti una serie di spirali che
emanano dall’occhio di una donna. Questo occhio femminile in cui ci si può
perdere è anche quello di una sirena e, in effetti, l’occhio era l’attributo
mitico delle sirene. Il ritratto di Carlotta Valdes che si trova nel museo
presenta uno chignon che richiama ancora questo movimento circolare a spirale.
Lo chignon è un attributo irrinunciabile della capigliatura di Madeleine e
infatti Fergusson desidera assolutamente che la nuova Madeleine assuma quella pettinatura.
È l’ultima resistenza di Judy, come se questo fosse l’elemento più intimo e
originario della sua sosia. Il tema della spirale che si avvolge su se stessa è
presente anche nella rampa delle scale che conduce in cima al campanile della
missione di San Giovanni Battista. Anche in quel caso, Hitchcock attribuisce
una grande importanza al dettaglio e usa una serie di effetti speciali per
rendere la profondità della rampa. L’altezza della torre sembra maggiore di
quanto non sia, la spirale labirintica sembra invalicabile per Fergusson
L’appartamento di Fergusson è speciale perché
si trova nell’isolato in forte pendenza che si trova subito dopo la famosa
Russian Hill e anche perché, a valle, si può vedere in tutta la sua mole la
Coit Tower. In Lombard street, dopo aver affrontato un percorso tortuoso che
sembra privo di logica, si scende sempre più e, dopo aver raggiunto il punto
più basso della strada, si può risalire in alto per la collina su cui si trova
la Coit Tower.
L’appartamento di Fergusson è una metafora del
passato e del futuro e persino la balaustra gli conferisce un’aria di mistero
al luogo poiché presenta uno schema che ricorda degli incomprensibili
ideogrammi appartenenti a una qualche lingua orientale. A monte
dell’appartamento, il passato da cui si proviene, c’è Russian Hill, un luogo
famoso e pericoloso. Bill Cosby, in un album del 1965, mette in luce come sia
difficile guidare nella parte tortuosa di Lombard Street, dove sarebbero
sepolte molte persone che avrebbero subito degli incidenti d’auto. Russian Hill rappresenta un
transito pericoloso, un rito di passaggio, simile al salto tra un palazzo e
l’altro che provoca l’incidente di Fergusson, con cui si apre il film.
A valle dell’appartamento di Fergusson, il
luogo verso cui si dirige Lombard Street, vi è un altro luogo famoso: la Coit
Tower. Alle spalle vi è un labirinto tortuoso e difficoltoso, davanti si trova
un simbolo di potenza e di gloria, un simbolo fallico, quello della torre.
Davanti all’appartamento di Fergusson si trovano delle piante che erano piccole
e basse nel 1958, quando il film è stato girato, ma che adesso, nel 2013, sono
diventate molto grandi e nascondono del tutto alla vista l’ingresso
dell’appartamento immortalato nel film di Hitchcock. Hitchcock sapeva che quel luogo
non sarebbe rimasto lo stesso e ciò ha incrementato il suo fascino.
L’appartamento di Fergusson è davvero speciale, come colui che lo abita, perché
è in movimento, non sta fermo. Si muove da un passato labirintico e penoso
verso un futuro di piena affermazione. Ecco che il povero appartamento di
Fergusson vince il confronto con il maestoso palazzo di Madeleine. Questo è il
trucco inconsapevole che Fergusson utilizza per catturare una donna così bella
e maestosa. Il fallito conquista la grande signora. Madeleine si trasformerà in
Judy, una donna comune che farà di tutto per conquistare il suo amore. Il
tentativo di Fergusson di trasformare Judy in Madeleine è una copertura, in
realtà è Madeleine a essere dissacrata.
Madeleine sta fingendo e ha solo l’obiettivo
di ingannare Fergusson ma è anche vero che Fergusson la sta inconsapevolmente
attirando in una trappola. Fergusson asseconda il piano di Gavin Elster perché
inconsciamente sa di essere in grado di vanificarlo. Quando Madeleine si reca
al suo appartamento, Fergusson si mostra sorpreso perché non ha ancora capito
se stesso, non ha ancora capito che sta mettendo in atto un piano segreto che
stringerà la donna in una trappola mortale. È proprio questo piano segreto che
fa innamorare Madeleine. Fergusson è in movimento ed è questo il suo fascino.
Egli deve acquisire una migliore conoscenza di se stesso e assecondare il
divenire del suo desiderio, deve andare verso il futuro, verso la realizzazione
di sé. Fergusson impazzisce perché non comprende immediatamente la logica delle
proprie azioni.
Una ricca signora difficilmente avrebbe potuto
trovare interessante la compagnia di un pensionato fallito che è già
segretamente innamorato di lei. Fergusson ha ragione di essere sorpreso che
ella si rechi a casa sua. La splendida Madeleine è in realtà l’ordinaria Judy,
una donna comune che è stata mollata dal suo amante dopo aver preso dei soldi
per aiutarlo a sbarazzarsi della moglie. Il pensionato fallito non può
illudersi di essere un uomo attraente in grado di offrire compagnia a una
grande signora che cena tutte le sere da Ernie’s e vive in un grande palazzo.
Fergusson deve rendersi conto di essere una nullità che attira un’altra
nullità, una donna fallita abbandonata dal suo amante. I due possono
incontrarsi una seconda volta solo dopo aver subito uno scacco totale. Il
grande detective ha dovuto ammettere di essere stato ingannato e colei che
sperava di diventare una affascinante signora è solo una volgare provinciale,
priva di qualsiasi elemento distintivo.
Fergusson non è
grato alla Coit Tower che ha portato Madeleine da lui perché non ama la
necessità di spingersi verso il futuro che la torre simboleggia. Andare verso
il futuro comporta sofferenza ma la circostanza che Madeleine si sia recata da
lui comporta una promessa di felicità. Fergusson intuisce oscuramente di essere
la vittima di una macchinazione.
Il primo luogo
verso cui Madeleine conduce Fergusson è la foresta di Big Basin, a sud di San
Francisco. A sud è anche la missione, in cui è cresciuta Carlotta e che
Madeleine utilizzerà come trappola per liberarsi di Fergusson, dopo essersi
servita di lui. Il primo viaggio verso la foresta di sequoie prefigura il
secondo verso la missione di San Giovanni Battista. Le sequoie sono degli
esseri viventi che erano vivi prima di Madeleine e che saranno vivi dopo di lei
e sono simili alla missione che più nulla potrà modificare e che quindi
trascende la mobile vita umana. La foresta e la missione sono due luoghi che
sovrastano la breve vita individuale. Luoghi eterni e immobili, luoghi di morte
per Fergusson che può vivere solo restando in movimento. Fergusson aveva
rischiato la vita proprio perché non era riuscito a compiere un salto
pericoloso per superare un ostacolo e si era fermato appeso a una grondaia,
molto in alto. La prima immagine del film è quella di una sbarra, che subito
dopo sarà afferrata dal bandito in fuga che provocherà la tragedia. Fergusson è
egli stesso un uomo braccato in fuga che provoca la morte di coloro che cercano
di aiutarlo. Fergusson cerca qualcosa, o qualcuno, a cui aggrapparsi per non
cadere in basso rovinosamente. L’altro poliziotto pensa di poter aiutare
Fergusson, che si trova appeso nel vuoto, ma Fergusson non gli dà la mano
perché preferisce restare appeso dove si trova, la caduta è inevitabile e
l’aiuto può provenire solo dal basso, non dall’alto.
L’amore di Hitchcock per San Francisco è alla
base del film, tutto ha una sua collocazione in questa città sacra. Persino un
personaggio secondario e complementare come Midge ha un appartamento che è
chiaramente rinvenibile perché si trova poco lontano dal mare. San Francisco,
alla fine degli anni cinquanta, presentava una vitalità culturale che la
rendeva unica negli Stati Uniti e che avrebbe poi dato vita alla
indimenticabile fioritura della cultura Hyppie degli anni sessanta. Il
detective Fergusson, sul tavolo del soggiorno, tiene la rivista Views &
News, anche questa è un’allusione agli affascinanti panorami della città.
Resta da comprendere quale possa essere il legame tra un inglese come Hitchcock
e la west coast. Questo è il tema del film, Hitchcock può trovare il passato in
un luogo dove esso è radicalmente assente, un luogo tutto proiettato nel
futuro. Un luogo che sta per vivere una stagione indimenticabile.
La prima scena mostra una San Francisco serale
e spettrale. Il fallimento di Fergusson provoca la morte di un altro uomo,
accorso in suo aiuto. È il tema ricorrente, si uccide l’altro, soprattutto se
lo si ama, per salvarsi la vita. Fergusson resta attaccato alla grondaia ma riceve
solo ferite lievi. Dobbiamo allora pensare che resista abbastanza a lungo da
far accorrere dei soccorsi. La capacità di resistere in una situazione
disperata e senza uscita è il tema recondito del film. La scena in cui
Fergusson ha le vertigini salendo su uno sgabello e quella in cui è presente
uno zoom che fa apparire le scale del campanile molto più alte inducono a
pensare che Fergusson non si trovava così in alto come sembrava e che la caduta
non era così pericolosa. Si deve accettare la caduta, la sconfitta e
l’impotenza per accedere alla seconda fase della vita. Fergusson non ricevere
ferite gravi nella caduta e avrà una seconda possibilità. Fergusson ha fallito
le sue grandi ambizioni ma proprio per questo si sente un uomo libero.
Il pedinamento in macchina è uno dei momenti
magici. Fergusson condivide l’intimità dei momenti privati di Madeleine senza
avvicinarsi mai a lei. Sempre insieme, pur essendo lontani, visitano i luoghi
storici più affascinanti di San Francisco ed è paradossale che una città senza
passato divenga il luogo della memoria. Entrambi cercano se stessi e il passato
proprio nel luogo in cui non vi è passato. Lontani da se stessi si ritrova la
propria identità. L’incontro nel museo della legione d’onore è quanto di più
europeo ci possa essere nella città meno europea degli Stati Uniti. Fergusson
cerca il passato dove esso è lontano e perduto.
Il salto nella baia di San Francisco segna
l’incontro tra una distaccata Madeleine e un ansimante Fergusson. La camera di
Fergusson, così ordinaria, diviene piena di vita e di immaginario adesso che lì
si trova la donna misteriosa che è stata salvata da se stessa. Nella piccola
cucina si trovano i vestiti di Madeleine e nel letto giace lei, che deve essere
stata spogliata da Fergusson, prima di essere stata messa a dormire. Fergusson
è attratto da una morta, una donna addormentata. Il fatto che sia notte rende
la loro prima conversazione molto più intima.
I pochi momenti che Fergusson e Madeleine
passano insieme sono magici perché appartengono già al passato e sono scomparsi
già prima di verificarsi. Le grandi sequoie trasformano una giornata di sole in
una notte fonda. Tutto appare e scompare tra la luce e l’oscurità. La verità si
fa strada oscuramente nella mente di Fergusson. Il mare calmo della baia di San
Francisco si trasforma nelle possenti onde dell’oceano. Tutto è fatto da due
facce che sembrano intercambiabili. Una può prendere il posto dell’altra senza
preavviso. La missione di San Giovanni Battista è il luogo dove il tempo si è
fermato, è fuori dal tempo ed è lì che il passato si può ritrovare e perdere
per sempre. Un incontro all’inizio di un nuovo giorno rende ancora più sublime,
segreta e suggestiva la descrizione della missione spagnola. Fergusson però non
vuole recarsi subito alla missione, dove la sua relazione con Madeleine avrà
fine, preferisce passare un altro mattino sognando l’impossibile. Fergusson
invita Madeleine a ritornare al pomeriggio, al termine di questo ultimo giorno
il sogno di Fergusson e di Madeleine sarà distrutto. La strada che da San
Francisco conduce alla missione è coperta da alti alberi che incombono
opprimenti.
La morte di Madeleine è dovuta al fatto che
Fergusson è incapace di arrampicarsi fino alla cima del campanile dove avrebbe
scoperto la verità, ossia che Madeleine è in realtà Judy e ama un altro uomo,
Gavin Elster. Fergusson viene denigrato in pubblico per il fallimento che ha
portato alla morte, non di Madeleine, ma della moglie di Gavin Elster.
Fergusson non ha sopportato le conseguenze della propria debolezza ed è
scappato via. La notte cade su San Francisco e nella mente di Fergusson. La
fuga da se stesso e dal proprio passato ha reso impossibile la felicità. Non
c’è atmosfera nella camera del manicomio. Una vita priva di sensazioni è priva
di qualsiasi senso. Una luce squallida cade su tutto.
Una splendida
ripresa panoramica di San Francisco al mattino annuncia il ritorno di Fergusson
alla vita. Nulla è più come prima, non c’è modo di ritrovare quelle suggestioni
e quelle sensazioni vissute con Madeleine. Fergusson si avvicina a delle donne
che da lontano appaiono simili a Madeleine ma tutte si dimostrano leggermente
diverse. Fergusson finisce per incontrare una donna che è l’antitesi di
Madeleine ma che egli sa di poter trasformare a piacimento come se fosse un
Pigmalione innamorato della statua di una donna morta. Judy non appartiene alla
upper class e, proprio perché è una persona comune, può negare se stessa fino
ad assumere le sembianze di una donna privilegiata ed eccezionale. All’improvviso
il tempo accelera e la rilassatezza senza tempo che c’era in precedenza diviene
fretta. Fergusson ha fretta di ritornare al passato.
Judy, la nuova Madeleine, cerca di fare
resistenza, di non rinnegare se stessa ma Fergusson le permette di sentirsi
qualcosa che non è, la innalza e la idealizza trasportandola fuori dal tempo.
L’amore di Fergusson è inebriante ma non è rivolto a lei, bensì all’immagine di
una donna che non esiste, che non è viva. Madeleine fingeva di essere una donna
dominata da una antenata che aveva preso possesso di lei. In realtà è Fergusson
a essere dominato da una figura che appartiene al passato. Fergusson si
comporta come se fosse ricco, le chiede di lasciare il lavoro e di farsi
mantenere da lui. Fergusson prende il posto di Gavin Elster e usa il denaro per
procurarsi la donna che ha perso. Il denaro rendeva Madeleine e Gavin Elster
affascinanti e vincenti. Non c’è alcun mistero, sarà il denaro a restituire a
Fergusson la dignità perduta. Fergusson si reca nei negozi più costosi ed esclusivi
e si comporta come un cliente abbiente ed esigente. La ricchezza è l’illusione
che aliena Fergusson da se stesso. La ricchezza permette di trasfigurare tutto
e anche un perdente come Fergusson può servirsene per apparire ciò che non è.
Quando la donna comune incontrata per strada diviene Madeleine solo grazie al
denaro, il trucco è svelato e la donna ideale perde la sua sacralità. Si tratta
di una vile trappola in cui tutti prima o poi finiscono per cadere. Il denaro
trasfigura e dà forma a una illusione che non ha alcuna sostanza, distrugge la
realtà.
La fascinazione non prorompe fino a quando
tutti gli elementi non sono a posto. L’amore è simile a una serratura che
scatta quando la combinazione è completa. Quando Judy imita ogni dettaglio di
Madeleine, la madre perduta è finalmente ritrovata, tutte le emozioni sono
libere e la felicità è totale. Intimità, rilassatezza e felicità nello stare
insieme e nel fare le cose più semplici. Quando finalmente ritrova Madeleine,
Fergusson vede intorno a sé le immagini della rimessa della missione, è notte
però. Il luogo della felicità è divenuto inquietante e Fergusson ritorna alla
missione di San Giovanni Battista a tarda sera. La notte avvolge Fergusson
proprio quando egli crede di aver capito tutto e di dover fare solo una ultima
cosa per liberarsi del passato.
Fergusson si rende conto di quello che è
accaduto quando la nuova Madeleine aggiunge un dettaglio di troppo, il
medaglione. Nella tarda luce serale Fergusson si rende conto che tutto deve
ripetersi due volte, nuovamente. In cima al campanile sono presenti tre
persone, ancora una volta si tratta di una relazione triangolare ma questa
volta è tra due donne e un uomo. Fergusson riuscirà a salire tutte le scale e a
superare il difetto della agorafobia. Salendo fino alla cima del campanile,
Fergusson perderà Madeleine per sempre e con lei la sua felicità. Nell’oscurità
che avvolge la cima del campanile si intravede una immagine femminile che
sembra un fantasma. Judy è terrorizzata e cade nel vuoto. Tutto è spiegato ma
il ritorno alla realtà non rende felice Fergusson. L’illusione e la capacità di
ricrearla era più importante della stessa realtà. Nell’ultima sequenza,
Fergusson è un fantoccio che ha perduto se stesso anche se non ha paura del
vuoto e non precipita in basso.
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